CONSIGLIERE COMUNALE DI UDINE

Il genio impara solo da se stesso, il talento soprattutto dagli altri.

Archive for Marzo, 2008

Incontro con Damiano, Travan e Honsell

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Ieri, in occasione della visita del Ministro a Udine, come Giovani del PD abbiamo deciso di organizzare un dibattito, sulla questione “ricerca/università e mondo del lavoro”.
E’ stato molto interessante sentir parlare dei personaggi illustri ed estremamente competenti in materia, direi che mi hanno dato delle speranze in più per il futuro.
Il candidato del centro sinistra Diego Travan ha sottolineato, da imprenditore, l’importanza dei giovani come risorsa nel mondo del lavoro. Ha concluso dicendo: ” i giovani sono sinonimo di avanguardia”.
Il Min. Damiano, oltre ad un breve escursus sull’ultimo mandato ha annunciato quello che farebbe in caso di riconferma al ministero di sua attuale competenza, una proposta “aumentiamo di 1 Euro l’ora il lavoro felessibile, se le aziende vogliono flessibilità la paghino”. Non posso che appoggiare questa tesi, da giovane sono estremamente preoccupato per la mia futura “stabilità” lavorativa..
Il Magnifico rettore,candidato alla carica di Sindaco della città, ha promesso in caso di elezione, più strutture per le università e per i giovani.
Incontro come dicevo molto piacevole ed aggiungerei di una certa importanza, speriamo che se ne possano ripetere in futuro.

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Avvio della mia campagna elettorale

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Come sapete il 13 e 14 aprile 2008 ci saranno a Udine le elezioni amministrative per il rinnovo del Sindaco del Consiglio comunale.
Ho deciso di scendere in campo, e di candidarmi come consigliere, per portare in Comune la voce e le problematiche che coinvolgono noi giovani, ma non solo. Giovane è secondo me colui che vive il presente e progetta il futuro, per una stabilità del sistema e per dare un fututo a chi verrà dopo di noi.
Vedo la politica come un servizio per la collettività. Sono per una politica trasparente, concreta e senza personalismi!
Occorrono interventi decisi e coraggiosi a volte, serve una politica forte sulla città e sui cittadini. Si deve portare Udine ai livelli che merita, sfruttando e valorizzando al massimo i suoi punti di forza.
Una particolare attenzione và alle scuole, all’università, alla viabilità e al rispetto dell’ambiente.
Credo in interventi come:

-favorire l’aggregazione. Aggregazione” vuol dire concedere la possibilità di incontrarsi, conoscersi, scambiarsi idee, consigliarsi e confrontarsi. Nella nostra città mancano luoghi fisici del genere. Esempi sono la maggior concessione di spazi come “parco del cormor” e il parco dei “murales” dei Rizzi. Miglior utilizzo e riprendere possesso di spazi del demanio statale come le caserme e ristudiarle magari per la creazione di uno spazio dedidato a cultura, musica e arte, tesa a valorizzare i giovani talenti udinesi.

- valorizzare di più il centro cittadino, lo si deve ripensare ornandolo come reale zona pedonale, con piante, fontane, zone relax, panchine e la totale copertura del territorio attraverso fibre ottiche Wi-Max, per consentire alle persone di viverlo con maggior piacere, agevolando e favorendo anche le attività commerciali, le quali chiedono maggiore attenzione da anni.

-le periferie devono avere maggior considerazione e valorizzazione, non dimentichiamo che sono il biglietto da visita della nostra città. Questo sia dal punto di vista storico che culturale; si deve migliorarne la viabilità, vivibilità e gli impianti di illuminazione.

-riformare la Pubblica Amministrazione , responsabilizzare gli uffici pubblici, tendere verso la valorizzazione del merito e dell’impegno di coloro che vi operano. Andrebbero inoltre armonizzati gli orari della città, ad esempio attraverso un ripensamento degli orari di ufficio per gli organi comunali, alla luce delle esigenze dei fruitori dei servizi e non in semplice convenienza dei soli addetti.

-favorire al massimo l’uso dei mezzi informatici e telematici, al fine anche di ridurre le procedure burocratiche, per ridurre tempi e costi.Ci si potrebbe muovere in tal senso, per esempio, per il rinnovo di carta d’identità e patente,eviterebbe perdita di tempo e di denaro ed inoltre ridurrebbe i costi di personale e materie prime impiegate per l’apparato comunale.

-infine, ma non meno importante punto è l’università. La mia attenzione non vuole concentrarsi su lacune didattiche, ma su quelle relative all’attenzione per gli universitari stessi. Attenzione intesa come maggiori agevolazioni per i trasporti, locali pubblici, librerie, alloggi e intrattenimento.

Credo ci sia bisogno di un ricambio generazionale negli organi istituzionali, ma questo processo deve partire dal basso, da Noi.

Con il Tuo aiuto può esserci un reale cambio di tendenza!

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Unioni civili, l’Europa si adegua

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Anche la Norvegia sta per aggiungersi all’ormai corposo elenco dei paesi europei in cui una coppia omosessuale puo’ scambiarsi una promessa di ”amore eterno” attraverso il matrimonio o semplicemente vedere riconosciuti i propri diritti di coppia con le unioni civili. Un lungo percorso partito dall’Olanda nell’aprile del 2001 con la normativa che consente a gay e lesbiche di sposarsi e anche di adottare dei figli. Nel 2003 e’ stata la volta del Belgio con una legge che permette il matrimonio tra omosessuali, ma non l’adozione. E ancora: nel 2005, la Spagna di Zapatero ha approvato una legge che non solo legalizza il matrimonio omosessuale equiparandolo a quello tra eterosessuali, ma consente anche le adozioni. Sempre dal 2005 anche in Polonia vige una legge sul matrimonio gay. Ma il matrimonio non e’ l’unico modo per veder riconosciuta la propria unione sentimentale dallo Stato e a partire dal lontano 1989 la Danimarca, primo paese in assoluto in Europa, ha riconosciuto un’unione registrata tra omosessuali ufficializzata con una cerimonia civile. Dopo 10 anni e’ arrivata anche la Francia che, nel 1999, con il Pacs (patto civile di solidarieta’), ha approvato una soluzione che accomuna coppie dello stesso sesso, ma puo’ anche riguardare unioni di fatto tra coppie di amici. Nel 2000 e’ stata la volta della Germania con una legge sulla ”vita in comune” tra gay. Nel 2002 la Corte costituzionale ha inoltre stabilito che i matrimoni tra omosessuali sono compatibili con la Costituzione e nel 2004 ai conviventi e’ stato riconosciuto il diritto di adozione congiunta. Sempre dal 2004 in Lussemburgo e’ in vigore la cosiddetta ”partnership registrata” applicabile a tutte le coppie che garantisce diritti simili, per quanto riguarda welfare e fisco, a quelli delle coppie sposate. Tre anni prima, in Portogallo sono state approvate due leggi che hanno disciplinato e le situazioni giuridiche della economia comume e delle ”Uniao de facto”. Tornando del Nord Europa, in Svezia, il Parlamento ha approvato nel 1994 la legge che regolarizza la convivenza tra omosessuali e dove le coppie registrate, dal 2002, possono adottare bambini provenienti da altri paesi. In Austria, dal 2005, le coppie gay possono firmare un accordo di unione alla presenza di un notaio. La Camera dei deputati della Repubblica Ceca, nel 2006, ha approvato una legge sulle unioni registrate per le persone dello stesso sesso. In Finlandia e’ in vigore dal 2002 una legge per le unioni civili che garantisce la maggiorparte dei diritti che acquisiscono le coppie eterosessuali che si sposano con il matrimonio civile. E’ invece del 2005 il ”Civil Partnership Act”, che riconosce alle coppie dello stesso sesso la possibilita’ di vincolarsi in un’unione registrata simile al matrimonio, ma, da un punto di vista giuridico, molto diverso. Prima dell’estate, inoltre, nella repubblica d’Irlanda entrera’ in vigore la legge sulle unioni civili che riconoscera’ ufficialmente anche le coppie irlandesi che si sono unite in Gran Bretagna, secondo la stessa ”Civil partnership”.

Come sempre in Italia siamo barricati dietro un conservatorismo esagerato e per prendere una decisione passa un periodo talmente ampio, che ti fa passare la voglia di prenderla.
Signori , tutti dobbiamo avere gli stessi diritti!

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apriamo gli occhi su udine

A brevissimo, si affacciano sullo scenario politico nazionale e locale appuntamenti elettorali di notevole spessore: le elezioni politiche, le amministrative regionali, provinciali e, questione a me più vicina, le elezioni comunali di Udine.
Proprio su quest’ultimo argomento voglio focalizzare la mia riflessione.
La prima cosa su cui incomincerei a lavorare è l’aggregazione e il coinvolgimento, soprattutto giovanile, che manca molto nella nostra città.
Credo occorra una politica culturale più forte, volta a coinvolgere e stimolare i giovani che vivono a Udine, i quali molto spesso tendono invece a scappare dalla nostra città, perchè non offre molte attrattive ed investe poco sulla potenzialità della popolazione più giovane. Se facciamo un’analisi concreta sul quadro demografico cittadino vediamo al picco della numerosità della popolazione le persone con un’età superiore ai cinquant’anni. Vista inoltre la bassa natalità, chi saranno i giovani udinesi di domani se anche quelli che ci sono “cercano fortuna” altrove?
Udine ha enormi possibilità di sbocco, essendo in una posizione strategica, ma deve uscire dalla provincialità di cui è vittima, non per lacune politiche ma per un fatto legato, secondo me, alla mentalità di noi cittadini.
Sarebbe bello modificare il modo di pensare dell’udinese tipo, uscendo dai retaggi socio-culturali che lo caratterizzano e favorire l’apertura verso la realtà sopranazionale.
Personalmente sono favorevole ad iniziative un po’ più coraggiose, le quali poi si rivelano le più entusiasmanti e positivamente vissute dagli abitanti. Mi riferisco ad eventi come Friuli doc, Notte bianca, Far est, che attirano un sacco di persone da tutta la Regione e non solo, incrementando, e non poco, l’economia cittadina. Bisognerebbe ampliare l’opportunità di svago in città, organizzando eventi in pieno centro cittadino, concerti, spettacoli teatrali e di intrattenimento, etc; non dico che non se ne fanno, ma credo si debbano aumentare iniziative del genere.
A proposito di centro cittadino, vista la politica che si sta adottando sulla ZTL, è ora di pensare seriamente come “ornare” la zona pedonalizzata per renderla più attrattiva e graziosa possibile, anche per sopperire alla crisi dei negozi del centro. Il nascere di tutti questi centri commerciali ha senz’altro penalizzato i commercianti udinesi, i quali “gridano aiuto” da un po’ di tempo ormai.
Occorre una politica più chiara anche sulla appena citata ZTL, credo si debba fare un pò di chiarezza sulla questione: o si entra o non si entra con auto private nel centro cittadino.
Non credo che sia coerente come pensiero dividere in fasce orarie l’accesso in città, se non per favorire lo scambio copmmerciale. Se l’obiettivo è salvaguardare l’ambiente e impedire il prodursi di polveri sottili, si deve adottare una politica uguale per tutti. Quindi niente auto comprese quelle dei residenti.
Si potrebbe a tal punto favorire, con incentivi comunali magari, l’utilizzo dei famosi “taxi collettivi”, così facendo si muoverebbero meno auto e si inquinerebbe nettamente di meno.
In quest’ottica si potrebbe ripensare il centro città, ornandolo come zona pedonale, con piante, fontane, zone relax e panchine, per consentire alle persone di viverlo con maggior piacere, agevolando e favorendo le attività commerciali cittadine.
Spero si concretizzi l’idea di cablare il centro cittadino con il sistema Wi-Fi, così facendo nello scenario sopra citato credo si vivrebbe la città in un’ottica più rilassante e meno frenetica per tutti, collegando la città, e chiunque abbia la necessità, al modo intero, come già la città di Pordenone si sta attrezzando.
Altro punto focale è la pubblica amministrazione, occorrerebbe riformarla, responsabilizzare gli uffici pubblici, tendere verso la valorizzazione del merito e dell’impegno e non vedere coloro che vi lavorano, a volte, come individui che occupano la poltrona assegnatagli a tempo indeterminato ( parola sconosciuta al mondo giovanile d’oggi) da dove nessuno li “caccerà” mai. Questo non vuole essere puro populismo, ma uno sprone a migliorare e responsabilizzare.
Un’idea per i sistemi informatici, volta ovviamente al risparmio di risorse, sarebbe l’utilizzo di sistemi operativi gratuiti (ad esempio Linux o Unix al posto di Windows della Microsoft), questo farebbe risparmiare il costo di acquisto del sistema operativo (circa un centinaio di euro per computer); basterebbe moltiplicare questa cifra per tutti i terminali che compongono la P.A: bei soldi direi..
E’ necessario inoltre migliorare le condizioni di vita dei cittadini attraverso l’armonizzazione degli orari della città, ad esempio un ripensamento degli orari di ufficio della Pubblica Amministrazione alla luce delle esigenze dei fruitori dei servizi e non in semplice convenienza dei soli addetti. Secondo me anche favorendo al massimo l’uso dei mezzi informatici e telematici, al fine anche di ridurre le procedure burocratiche, per ridurre tempi e costi. Ci si potrebbe muovere in tal senso, per esempio, per il rinnovo di carta d’identità e patente. Questo eviterebbe perdita di tempo e di denaro ed inoltre ridurrebbe i costi di personale impiegato e materie prime per l’apparato comunale.
Un’altro punto importante è l’aggregazione giovanile, argomento che ho citato all’inizio di questo documento e che ora tenterò di darne una mia brevissima visione.
”Aggregazione” vuol dire concedere la possibilità ai giovani di incontrarsi, conoscersi, scambiarsi idee, consigliarsi e confrontarsi. Nella nostra città mancano luoghi fisici del genere. Un’esempio facile mi viene per il periodo estivo: il parco dei “murales” in via Lombardia ai Rizzi; è inutilizzato e fin poco tempo fa trascurato. Credo che lo si debba considerare e concedere di più, organizzando, e facendo organizzare, concerti o iniziative culturali di giovani emergenti. Oppure sfruttando meglio lo spazio del parco del Cormor. Magari concedendo su appalto, lo studio di un layout migliore che consenta un idoneo intrattenimento per i frequentatori, che sono di vario genere se ci pensiamo: bambini, sportivi, famiglie, canì. Potrebbe diventare un’attrattiva che non si limiterebbe ai fine settimana, ma frequentato giornalmente in tutte le fasce orarie.
Concludendo ci tengo ad evidenziare un’ultimo punto a me vicino: l’università, o meglio gli utenti di quest’ultima. Credo che il polo universitario udinese, soprattutto in quest’ultimi anni, grazie all’ottimo lavoro del Magnifico Rettore Honsell, sia aumentato di prestigio ed importanza. La mia attenzione non vuole concentrarsi su lacune didattiche, ma su quelle relative all’attenzione per gli universitari stessi. Se si vuole godere di una buona “fama” come polo universitario, bisognerebbe dedicare più attenzione agli studenti. Attenzione intesa come maggiori agevolazioni per i trasporti, ad esempio, locali pubblici, librerie, alloggi etc..
A Udine in quest’ultimi anni si sta sviluppando notevolmente il fenomeno del “subaffitto”: ovvero studenti che sono qui da alcuni anni, affittano a proprio nome l’appartamento e vanno alla ricerca di papabili coinquilini offrendogli una stanza, ovviamente in “nero” . Il fenomeno vedo che è talmente diffuso che gli affitti per una camera negli ultimi due anni sono aumentati. Credo pertanto che sarebbe idoneo studiare un’ufficio, d’accordo magari con alcune agenzie immobiliari, che si occupi di trovare alloggi a prezzi idonei per gli studenti che provengono dalle province e regioni vicine. Dobbiamo dare la massima attenzione agli studenti, in quanto ricordo che la maggior parte dei “fuorisede”provengono dal Veneto, Trentino e Provincia pordenonese, sono anche loro che contribuiscono a far girare l’economia, dedichiamogli più attenzione.
Udine ha enormi potenzialità per emergere maggiormente nello scenario del Nordest, occorre volontà e apertura mentale per potergli dare la spinta che merita.
C’è da lavorare, ma questo non mi spaventa affatto, sono decisamente pronto a dare il mio contributo!

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