Archive for Settembre, 2007
I GIOVANI VOGLIONO UNA NUOVA POLITICA
La situazione politica italiana non versa in ottime acque ultimamente, non mi riferisco ad uno schieramento politico in particolare ma di fatto si è creata una situazione di stasi, disinteresse ed anti-partitismo sfrenato.
Il primo ostacolo,secondo me, è nella comunicazione, manca quel filo conduttore che colleghi elettore con eletto. I nostri politici non parlano più con le persone, non scendono più nelle piazze, non si mischiano più con i cittadini, mantengono la loro posizione elitaria con la puzza sotto il naso. I cittadini percepiscono ormai solo gli interessi che si celano dietro le varie cariche della “casta” politica italiana e si finisce per parlare solo di privilegi e non di diritti.
La New Generation, questa lacuna, la percepisce molto bene. Il V-day ne è l’esempio più eclatante, la maggior parte dei firmatari erano giovani. In quell’occasione state raccolte moltissime firme, ma personalmente credo per un unico motivo: ovvero far capire alla classe politica che è obsoleta, che nel nuovo millennio occorre cambiare quei retaggi appartenenti ormai al secolo scorso, come segnale che il popolo il potere non ce l’ha più di tanto e questo non va affatto bene.
Negli altri paesi c’è una diversa mentalità, più concorrenziale se vogliamo, ad esempio in Inghilterra Tony Blair si è ritirato dalla politica a 53 anni, in Italia forse è l’età in cui cominci a farla sul serio. Come possiamo pensare di avere come Leader individui di 70 anni e come possiamo pretendere che si parli di futuro se, con tutto il rispetto dovuto, è già tanto che essi pensino al presente.
Altro esempio, la Spagna. L’elezione di Zapatero (a poco più di quarant’anni) ha portato nel paese una ventata di novità, di apertura mentale. Non è al socialismo che mi riferisco ma semplicemente all’innovazione, al ricambio generazionale e all’allargamento di vedute.
I giovani hanno bisogno di una vera politica dell’uguaglianza”, dove vengano risolti prima i problemi di base che gli artefizi politici. Sarebbe un primo passo, ad esempio, lavorare sul reale diritto allo studio, con la distribuzione dei testi scolastici in maniera gratuita per le scuole dell’obbligo ed inoltre nessun obbligo di pagare le tasse universitarie per i meno abbienti e coloro che ottengono ottimi risultati; investire sulle persone, sul capitale umano, cosa che oggi è fatta in maniera molto grossolana o addirittura non fatta.
Il mio concetto di rinnovamento quindi non punta solo alla maniera di agire ma anche di pensare, abbiamo bisogno di una classe politica che sappia creare, non ricalcare.
Al giorno d’oggi non credo che nel mondo giovanile si possa parlare di veri ideali, se appunto questi non provengano esclusivamente dalla generazione dei nostri padri. Noi non abbiamo i Moro, i Berlinguer o gli Almirante, per fare un esempio, da emulare, imitare, incitare e sostenere.
Ci rimangono soltanto dei valori a cui si fa riferimento, e a parer mio neanch’essi poggiano su robuste fondamenta.
La società attuale è sempre più individualista (come già Durkheim definì la società moderna), si cambia bandiera politica senza alcun problema, il tutto dipende da chi promette di più.
Quindi una maggior attenzione ci vorrebbe anche da parte nostra (elettori), capendo quali promesse sono realizzabili e quali sono pura campagna elettorale.
La politica è diventata un vero “mercato”, dove la concorrenza è sfrenata e chi fa il prezzo più basso,o fa pagare di meno, ne diventa il leader.
Sarebbe bello anche far comprendere agli eletti che siedono all’opposizione, che sono pagati comunque per dare il loro contributo a questo Paese e non per fare semplice ostruzionismo o bramare la caduta di una maggioranza. Ovviamente è solo il potere che si vuole, non un Paese migliore.
Insomma noi giovani abbiamo bisogno di certezze più che di speranze, non credo che si pretendano grandi cose alla fine: minor precarietà, un sistema pensionistico adeguato e che regga, la possibilità di acquistare una casa e di farsi una famiglia, ed uno Stato che pensi ai cittadini e non a se stesso, credo cose che ormai siano tutt’altro che ovvie.
Su questi temi invito a riflettere tutti quei giovani e quelle persone che dicono di non interessarsi alla politica, che dicono che è una cosa troppo lontana da loro, che criticano la situazione attuale senza cercare di cambiarla, non lo dico da militante di partito ma da giovane e da cittadino: assieme dobbiamo e possiamo dare una scossa.
Accordo elettorale Strassoldo-Tavoschi
Questo è l’esempio della non trasparenza, un caso che conferma l’attuale crisi politica, un caso che giustifica il disinteresse e l’apartiticità dei cittadini. Questa volta però non si parla di partiti, ma di due personaggi di spicco della provincia udinese. Marzio Strassoldo è il presidente della provincia di Udine, eletto nel 2006 (con la coalizione di centro-destra) con una campagna elettorale che promuoveva un solo punto: “Fuarce Friul”, senza documenti programmatici e senza obiettivi da perseguire. La cosa che mi lascia più perplesso non è il candidato ma gli elettori che danno fiducia ad una persona senza personalità e senza idee.
Italo Tavoschi, moderato centrista, candidato alle elezioni provinciali con la lista del “Movimento Friuli” e con il sostegno di “Identità e Innovazione” (associazione vicina a Strassoldo tramente la Presidente Valeria Grillo).
I due hanno stipulato un accordo che, previa riconferma del Presidente uscente, prevedeva un posto da dirigente con una remunerazione lorda di 70.000 euro per tre anni per il Dott.Tavoschi (tra l’altro ex-vicesindaco ed ex-assessore di Udine).
Una cosa assolutamente indegna, di lezione per tutti i cittadini della provincia; cosa che a parer mio deve concludersi con le dimissioni immediate del Presidente Strassoldo e con le sue scuse ai suoi elettori.
Vi riporto di seguito l’articolo pubblicato oggi sul giornale “repubblica”:
L’eletto non mantiene la promessa e parte la causa all’ufficio del lavoro
Le promesse del presidente della provincia di Udine all’ex vicesindaco al voto del 2006
Voto di scambio messo per contratto
420 preferenze ma resta disoccupato
di GIUSEPPE CAPORALE
Un contratto di vendita, con tanto di firme. Un accordo, nero su bianco, per vendere un pacchetto di voti, sotto elezioni, in cambio di un posto da dirigente alla Provincia di Udine. L’acquirente è l’attuale presidente, Marzio Strassoldo, alla guida di una giunta di centrodestra, riconfermato proprio dopo le amministrative del 2006.
Il venditore è un politico locale con un gruzzolo di preferenze, Italo Tavoschi, ex vicesindaco di Udine, centrista eletto con una lista civica. Nel documento stilato c’è pure il prezzo. Senza troppi giri di parole: 210 mila euro, in tre anni. Ora, Tavoschi, che si dichiara disoccupato, ha presentato ricorso all’ufficio del lavoro. Sì, proprio all’ufficio del lavoro. Lamenta il mancato rispetto di quel contratto.
Lui, scrive nel ricorso, l’accordo l’ha onorato e il presidente i suoi 420 voti “dopo un’intesa campagna elettorale”, li ha ottenuti. Il centrodestra ha vinto le elezioni, ma, il posto da dirigente, dopo un anno, ancora non l’ha avuto. Un accordo comunque, che entrambe le parti, interpellate, definiscono lecito, seppure poi, dissentono sulla sua risoluzione. La vicenda è stata rivelata ieri dal “Messaggero Veneto”.
Per il presidente Strassoldo “è uno di quei tanti accordi politici che si sottoscrivono in campagna elettorale. Solo che invece di chiedere un posto in giunta, per il quale Tavoschi, come singolo candidato, non aveva titolo, ha preteso un incarico dirigenziale”. E, aggiunge, “in effetti l’accordo teneva conto del fatto che c’erano prospettive che si liberassero alcuni posti da dirigente. Ma subito, quelle opportunità sono state vanificate dalle norme della Finanziaria che ponevamo precisi paletti…”.
Ma ecco, parola per parola, il contenuto del contratto, firmato il 20 febbraio 2006, cinquanta giorni prima del voto. “Italo Tavoschi si impegna a sostenere il prof. Strassoldo, alle prossime elezioni provinciali, e lo fa schierandosi in una lista che fa capo a Strassoldo, presentandosi in uno o più collegi nella città, oppure a discrezione dello stesso presidente, in altri collegi del territorio. Il presidente Strassoldo si impegna a riconoscere a Italo Tavoschi, per questa personale discesa in campo, nel caso di vittoria elettorale e conseguente conferma a presidente della Provincia di Udine, un incarico amministrativo, per la durata minima di tre anni, eventualmente rinnovabile.
Detto incarico, riguarderà il comparto delle attività produttive ed in particolare la promozione turistica della nostra provincia. Al dott. Tavoschi sarà riservato il trattamento economico lordo annuo di euro 70.000,00 (settantamila), nell’area dirigenziale, con oneri previdenziali a carico dell’ente Provincia. In alternativa potrà essere sottoscritto un contratto a progetto, di pari importo annuo, per la durata di anni cinque. Firmato Mario Strassoldo e Italo Tavoschi”.
Sempre nel ricorso all’ufficio del lavoro, Tavoschi sottolinea di aver speso oltre tremila euro per “santini” e manifesti. E aggiunge che, in seguito, “non ha nemmeno potuto trovare altra occupazione dato che era in attesa dell’incarico promesso”. Imbarazzo nella coalizione di centrodestra che sostiene il presidente. An, Forza Italia e Udc, chiedono un vertice urgente. La Lega minaccia di ritirare gli assessori. Il Movimento Friuli, espressione sia del presidente che della lista dov’era candidato Tavoschi, tace.
No commentsBirmania, scatta la repressione!
La polizia birmana ha caricato i manifestanti con i manganelli e ha sparato sulla folla, i proiettili sono volati sopra le teste di monaci e giovani in corteo. Tre religiosi sono stati uccisi e le fonti locali parlano di 6 morti (cinque monaci ed una donna, morti in scontri separati a Rangoon). Almeno 17, secondo l’agenzia Afp, sono stati feriti.
Le violenze non hanno fermato comunque le proteste. Circa 500 monaci buddisti, attorniati da una catena umana di sostenitori, hanno ripreso infatti a Rangoon una marcia di protesta contro la giunta militare, diretti alla pagoda Sule, nel centro della città. La polizia ha cercato di fermarli, ma intanto si sono messi in corteo altri due gruppi di manifestanti. In tutto, nei vari cortei è stato stimato che ci siano al momento decine di migliaia di manifestanti. Dalle forze dell’ordine sono partiti anche alcuni spari verso l’alto. La folla ha gridato più volte a soldati e poliziotti “imbecilli, imbecilli”.
Il gruppo di monaci in testa a questo corteo ha più volte esortato i manifestanti che li accompagnano a non esporsi alle violenze. “Ci pensiamo noi monaci - hanno detto alla folla - per favore, non seguiteci”.
l governo giapponese ha esortato oggi la giunta militare birmana a “reagire con calma” alle manifestazioni di protesta in corso nel paese.
Il governo italiano oltre a sostenere la necessità di una riunione del Consiglio di sicurezza dell’Onu, conferma la propria disponibilità a valutare eventuali sanzioni nei confronti del regime di Yangoon, e fa appello al rispetto delle elementari regole democratiche e rinnova la condanna di ogni violenza nei confronti di quanti esprimono pacificamente la propria opinione. “Questi episodi finiscano e un minimo di democrazia torni nel Paese” ha dichiarato in serata il premier Romano Prodi.
(repubblica 27.09.07)
1 comment«I problemi non si risolvono con i “vaffa”»

Non si risolvono i problemi del Paese con il «vaffa». Ne è convinto il presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo.Il leader degli industriali, pur non citando direttamente la mobilitazione organizzata da Beppe Grillo, torna sul tema dell’antipolitica.
«Io - spiega - a risolvere i problemi dell’Italia con il “vaffanculo” non ci credo. Non sono fra quelli che pensano che tutti i mali del Paese sono nella politica». Bisogna fare attenzione, secondo Montezemolo, a «non entrare in un populismo e in una demagogia troppo facili».
«La cosa peggiore in questo momento - continua Montezemolo - è il cinismo dell’antipolitica e il disprezzo della politica. Abbiamo bisogno di una politica forte, che ricrei la passione nel paese e la fiducia, che dia obiettivi e sfide, che parli e spieghi come stanno le cose. Che punti sulla concorrenza, sul merito, sul dialogo e sulla crescita». Montezemolo è convinto che occorra «dare potere al primo ministro, scegliersi i ministri e mandare a casa qualche ministro che non va bene. Questa è meritocrazia: mettere al centro della Costituzione la concorrenza; abolire i costi e gli sprechi». «L’antipolitica viene fuori quando la politica è debole, quando non decide».
Protesta nell’ex Birmania
YANGON - All’ottavo giorno di affollatissimi e pacifici cortei per le strade di Yangon la polizia è intervenuta per disperdere i monaci e le migliaia di manifestanti che protestano contro il regime. Camion carichi di poliziotti in assetto anti sommossa sono arrivati nella vecchia capitale. Con scudi, manganelli e fucili, la polizia si è schierata nella parte della città chiamata Botataung, vicino ai luoghi dove si sono concluse le ultime manifestazioni.
L’uso della forza era stato più volte annunciato dall’esercito al potere in Myanmar ma i monaci buddisti hanno dato vita a un corteo di protesta e, nel giro di poco tempo, la folla al loro seguito è aumentata e sono diventati centomila a sfilare tra monaci, studenti e civili. Altre 40.000 persone sono scese nelle strade a Taunggok, una città situata 400 km a nord ovest di Yangon (la ex Rangoon), nella più grande manifestazione mai fatta in questa città costiera.
Le manifestazioni si sono svolte nella calma, nonostante il clima di tensione, acuito anche da minacciosi appelli alla popolazione, diffusi fin dalla mattina a Yangon da funzionari governativi che circolavano a bordo di camionette munite di altoparlanti, con i quali esortavano la popolazione e gli influenti bonzi a non partecipare più alle proteste. Avvertendo che in caso contrario le leggi in vigore consentono di ricorrere all’intervento dell’esercito per disperdere le manifestazioni.
I religiosi hanno innalzato bandiere su alcune delle quali è stata apposta l’immagine del pavone da combattimento, l’emblema usato dagli Studenti nella rivolta del 1988 repressa nel sangue dalla giunta. Lo stesso pavone è il simbolo della Lega nazionale per la Democrazia, il movimento della signora Aung San Suu Kyi, premio Nobel per la pace e da anni agli arresti domiciliari.
“Dobbiamo essere uniti”, hanno scandito i bonzi mentre camionette militari si aggiravano per la città trasmettendo con altoparlanti l’avvertimento della giunta: “Avvertiamo i monaci e la popolazione di non partecipare a marce di protesta”. La televisione di Stato ha fatto nuovamente un appello ai monaci a mettere fine alla protesta e a tenersi a distanza dalla politica.
(fonte:Repubblica)
No commentsFriuli d.o.c. 2007 (Udine 13-16 Settembre)
Il Friuli DOC rimane sempre un’ottima occasione per Udine e per gli Udinesi, anche se quest’anno però ho notato una minore affluenza rispetto alle scorse edizioni, cosa che non ha penalizzato il fantastico evento e che ha portato in piazza comunque moltissime persone.
Questa non è solo un’occasione per degustare i prodotti friulani, dai piatti tipici agli ottimi vini, ma anche un’occasione di aggregazione e di ritrovo per l’intera Provincia e Regione. Lo dico soprattutto dal punto di vista giovanile, in quanto pur essendo innamorato della mia città non posso negare che il divertimento e lo svago per le strade sono casi molto rari.
Sarebbe bello che venissero organizzati più eventi, di uguale portata, distribuiti durante il corso di tutto l’anno (magari uno al mese) e non doversi concentrare su quattro giorni, praticamente di full immersion, in quanto unica occasione di divertimento, in città e per le strade, per noi giovani.
Un evento simile è stato la “notte bianca”, manifestazione molto apprezzata che ha coinvolto ed entusiasmato tantissimi ragazzi e non solo.
E’ stato particolarmente suggestivo passeggiare per le vie udinesi sentendo concerti, vedendo artisti di strada, giocolieri e mangiafuoco, gente divertita e in totale empatia con gli altri, questo ha reso la città ancora più affascinante e degna di una maggior affluenza di turismo, cosa che meriterebbe.
Un complimento particolare, va ai ragazzi che hanno animato con la loro musica Piazza Matteotti e Piazza XX Settembre nelle giornate di venerdì e sabato (i “Barbariga funky band”) tutti poco più che ventenni con un grande talento e passione.
Un’ultima considerazione, a mio modesto avviso, cade su tre punti che andrebbero presi in maggiore consederazione: primo, erano poche le zone dedicate alla raccolta di rifiuti, lacuna che ha trasformato alcuni angoli della città in veri e propri immondezzai; secondo, modesti erano anche il numero di zone adibite per le “cabine-wc”, bastava vedere (per fare un esempio) come era ridotta la via che costeggia il caffè Ottelio di P.zza Matteotti; terzo, prezzi non sempre all’altezza di cibi, bevande e servizio offerto, elemento che per il migliori intenditori potrebbe in parte penalizzare la manifestazione stessa.
Tirando le somme sono stati di gran lunga maggiori gli elementi positivi di questo weekend di festa, pertanto un plauso particolare va agli organizzatori ed al Comune di Udine che hanno permesso e realizzato, anche quest’anno, lo svolgimento dell’amata Kermesse.
Ciao Luciano

Due righe per ricordare un grande personaggio che con la sua “voce” e la sua passione ha reso grande l’Italia nel mondo. Una persona delicata, estroversa e con un grande cuore. Non mi considero un appassionato di lirica, ma mi sembrava il minimo nel mio blog dedicargli un piccolo spazio.
Grande Luciano



