Archive for Maggio, 2007
PACS, DICO: CI VUOLE PIU’ CHIAREZZA!
La multiculturalità, la globalizzazione, le frontiere aperte, hanno dato al nostro Paese un aspetto più “colorato” e una scossa specialmente in quest’ultimo trentennio. Consci di questo fatto dobbiamo rispettare religioni, usi, costumi, lingue diverse e soprattutto persone diverse.
Proprio su questo voglio concentrarmi, la diversità!
Purtroppo nella nostra mentalità, cattolica e aimè a volte chiusa, concettualizziamo la diversità come una cosa da isolare, ghettizzare, allontanare, come se fosse nociva per noi.
Poniamo l’esempio dei Pacs, che suscita negli italiani in questo periodo molti dissensi e scetticismo. Chi vi scrive è un ragazzo venticinquenne eterosessuale, ma che si guarda attorno e vede che quello di cui si parla è un fatto che si conosce da sempre e che diabolicamente si ignora con estrema superficialità e menefreghismo.
“Se siamo tutti figli di Dio, perché non vogliamo la felicità e non accettiamo la mentalità di quelle persone che consideriamo diverse da noi?” Bisogna rendersi conto che è inutile scansare il problema, perché esso non è un problema ma la pura realtà. Non dobbiamo chiuderci in degli schemi mentali o in preconcetti dell’Ottocento, ma renderci conto che quello di cui parliamo, a volte con astrattezza, non è un’eresia, ma è parte rilevante della società di cui facciamo parte.
Personalmente sono d’accordo al riconoscimento legale delle “coppie di fatto” e queste comprendono: coppie omosessuali; coppie eterosessuali laiche che non credono nel matrimonio ma ai loro sentimenti e decidono nella piena consapevolezza di passare una vita assieme e magari di creare una famiglia, fuori dai nostri schemi abituali; persone anziane, che rimaste sole decidono di unire le loro forze per “tirare a campare”; persone, esseri umani, e non figli di un Dio minore, che decidono di vivere una vita comune con la meritata dignità e il totale rispetto.
Questo riconoscimento però, a mio avviso, non equipara le coppie di fatto a marito e moglie: in primis perché il matrimonio è un riconoscimento cristiano che pone delle regole per la sua attuazione; in secundis perché, ad esempio le coppie in oggetto sono laiche o di altre fedi e pertanto gli non interessa tale riconoscimento. C’è da puntualizzare però che il concetto di famiglia ( padre, madre e soprattutto figlio) non dovrebbe essere citato in causa, in quanto va bene riconoscere i diritti degli individui, perché su questo si fonda la nostra giurisprudenza, ma non andare ad intaccare quelli di altri, special modo quelli di un bambino che ha come diritto e priorità la crescita formativa con due figure ben designate, una maschile e una femminile, alle spalle, per il suo futuro e per un migliore inserimento nella società che, già di suo, pone grandi barriere all’entrata.
No commentsNASCE IL CIRCOLO “articolo 3″
E’ nato un nuovo Circolo della Margherita, composto solo da giovani con età inferiore ai 29 anni, si chiama “articolo
La voglia di formare una nuova realtà giovanile, è scaturita dalla triste situazione che caratterizza Udine, dalle scarse opportunità di sbocco lavorativo e dalle poche occasioni di divertimento per i giovani.
In questo progetto ho voluto coinvolgere anche altri tre membri del direttivo provinciale dei giovani, perché persone molto valide, e attente come me, alle situazione giovanile udinese.
Questi sono alcuni punti in breve del perchè ho voluto costituire questo circolo:
1) risvegliare l’interesse dei giovani nei confronti della politica, perché politica vuol dire decidere il futuro e il futuro siamo noi, non possiamo di certo viverlo in maniera passiva! Se si iniziasse a pensare alla politica come ad una macchina innovatrice invece che un semplice contenitore di parole, sono convinto che troverebbe nei giovani maggiori sostenitori;
2) promuovere iniziative di dibattito sul problema lavoro, che è il problema numero uno per le nuove leve;
3) rendere Udine una città più giovane, dal momento che i ragazzi dai 18 ai 30 anni scelgono, se possono, di trasferirsi in centri più attenti a tale aspetto (e ricordo che la provincia di Udine perde 2000 residenti giovani ogni anno in media), offrendo maggiori possibilità sia dal punto di vista lavorativo che ricreativo, quindi spronare la classe dirigente a trovare una soluzione alle scarse opportunità di divertimento e aggregazione che affliggono i giovani udinesi, dai luoghi ed orari, ai servizi a disposizione.
Ci sono molte cose da fare in questa città e noi rappresentiamo semplicemente dei ragazzi normali, che hanno voglia di cambiare attivamente la situazione, manifestando, ove necessario e possibile, il loro dissenso. Questo lo dico per far capire ai ragazzi che leggeranno queste parole, che non ci vedano solo come un partito politico, ma giovani come loro, con ideali e valori, che vogliono partecipare attivamente all’inevitabile processo di trasformazione della nostra città, ovviamente guardando all’Europa.
Spero che questo progetto raccolga sempre più consensi, al fine di poter rappresentare il volere di più persone, in modo di dare alle nostre battaglie di cambiamento, un peso maggiore dato dalla partecipazione.
No commentsRICAMBIO GENERAZIONALE, INNOVIAMO LA POLITICA!

L’interesse per la politica in quest’ultimo decennio ha dimostrato estrema staticità, è quindi necessario trovare delle soluzioni veloci ed efficaci per cercare di apportare una reale inversione di tendenza. Sembra che le persone si chiedano esclusivamente che cosa la politica possa fare per loro invece di chiedersi il procedimento inverso, ovvero cosa loro possano fare per essa!
Bisogna far capire alla gente, che è proprio da loro che parte lo stimolo giusto, è la voce dal basso che muove realmente le acque: allora facciamoci sentire!
I ragazzi d’oggi dimostrano un estremo disinteresse e apatia per l’argomento e questa è una cosa sconcertante: come si fa a ignorare l’ambiente e la società che ti circonda?
Se si iniziasse a pensare alla politica come ad una macchina innovatrice invece che un semplice contenitore di parole, troverebbe nei giovani maggiori sostenitori: basti pensare alla questione lavoro che così tanto affligge le nuove leve. Il Friuli Venezia Giulia ha gia considerato questa problematica portandosi in una situazione migliore rispetto alle altre realtà regionali, ma ciò non toglie che molto altro si possa fare.
A mio avviso i punti dai quali partire sono costituiti dalle problematiche che ci investono più da vicino, come:
- Una maggiore segmentazione e specializzazione già a livello universitario invece che posticipare tale formazione al momento di ingresso del mondo del lavoro (ad esempio dare la possibilità allo studente di personalizzare il percorso di studi finalizzandolo ai propri obiettivi professionali);
- Rendere Udine una città più giovane, dal momento che i ragazzi dai 18 ai 30 anni scelgono se possono di trasferirsi in centri più attenti a tale aspetto, offrendo maggiori possibilità sia dal punto di vista lavorativo che ricreativo;
- Guardare all’Europa rendendosi conto che questa Regione ha enormi potenzialità, sia dal punto di vista delle risorse che di posizione geografica e sfruttare maggiormente tali opportunità (ad esempio intrattenere maggiori rapporti con Paesi confinanti dell’U.E per non rimanere tagliati fuori dal processo di globalizzazione);
- Modificare il modo di pensare dell’udinese tipo, uscendo dai retaggi socio-culturali che lo caratterizzano
- Rafforzare il coinvolgimento da parte delle istituzioni nei riguardi dei giovani agevolando le aggregazioni sia di tipo politico che culturale;
- Rendere sempre più efficace la comunicazione tra il cittadino e l’amministrazione attraverso un maggiore uso dei mezzi informatici;
- Migliorare le condizioni di vita dei cittadini attraverso l’armonizzazione degli orari della città (ad esempio un ripensamento degli orari di uffici di Pubblica Amministrazione alla luce delle esigenze dei fruitori dei servizi e non in semplice convenienza dei soli addetti).
In conclusione posso che augurarmi che il mio intervento di reale interesse partecipativo, sia accolto positivamente nel panorama politico locale, al fine di offrire nuovi spunti di riflessione utili a tutti quelli che di fatto possono operare il reale cambiamento.
No commentsPIU’ INNOVAZIONE E MENO FRIULANO! (messaggero, Udine 10.03.07)
L’ostinazione del nostro Presidente della Provincia, Marzio Strassoldo, e della Delegata alle minoranze linguistiche, Valeria Grillo,verso l’insegnamento nelle scuole e propaganda del friulano, è sproporzionata. Da sostenitori e appassionati della propria terra, stanno diventando dei fanatici. Non so se ci rendiamo conto del dispendio di risorse economiche, che questo loro progetto di propaganda friulanista (“friulano=innovazione e vari spot televisivi), sta portando. Questo accanimento non credo che giovi né al Friuli, né ai friulani.
Perché non investire questi soldi in reale “innovazione”? Perché non pensare maggiormente ai problemi della Provincia, oppure guardare ad uno sviluppo verso l’Europa, per non rimanerne tagliati fuori? Il feedback da me riscontrato tra i ragazzi è l’opposto di quello a cui, i due personaggi sopra citati, auspicano. Io vivo da 25 anni in questa città e garantisco di non aver mai parlato in friulano con nessun giovane, coetaneo e non.. Questo non vuol dire che la cultura friulana stia scomparendo, anzi, è molto presente e radicata nel territorio, ma credo semplicemente che le tradizioni debbano essere tramandate da “padre in figlio”e imparate da chi ne ha realmente desiderio, senza la necessità dell’insegnamento nelle scuole e soprattutto senza l’imposizione, delle istituzioni, dell’argomento in questione.
Non dimentichiamo che una buona parte degli “attuali” friulani, è figlia di un’immigrazione di persone dal Sud Italia, chi per lavoro e chi per esigenza, che ha caratterizzato il nostro territorio dalla fine del secondo conflitto mondiale.
Concludendo, io non sono un “anti-marilenghe”, ma credo che sarebbe più opportuno investire queste risorse per il progresso del Friuli e dei suoi abitanti, preoccupandosi maggiormente del futuro di noi giovani, alquanto grigio in questo momento, calcolando che lo scenario del teatro europeo si evolve rapidamente.
Inizia l’avventura
Sono Alessandro, venticinque anni di Udine, studio economia. Il perché di questo blog, è nata dalla voglia di creare una finestra sulla vita di un giovane con tante speranze, ma poche certezze!
Un ringraziamento a jp@g per l’aiuto nella creazione.


