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PROPOSTA PER RISOLVERE IL PROBLEMA “SICUREZZA STRADALE” A S.ROCCO
I residenti: via della Roggia a senso unico
Messaggero Veneto — 14 ottobre 2009 pagina 01 sezione: UDINE
L’incrocio tra via della Roggia e via Joppi continua a preoccupare i residenti. È stato teatro di gravi incidenti. E resta un punto critico della città, anche se l’amministrazione è intervenuta migliorando la segnaletica stradale. Ma agli abitanti del quartiere di San Rocco questo intervento non basta. Chiedono che la viabilità venga modificata, trasformando via della Roggia in una strada a senso unico verso piazzale Cella. E su questo punto, proprio per cercare di sollecitare l’Amministrazione a intervenire, il consigliere del Pd, Alessandro Venanzi, ha presentato ieri mattina un’interrogazione al sindaco e alla giunta. L’obiettivo è sapere se sono allo studio concreti provvedimenti per risolvere completamente il problema e per esaudire le richieste dei residenti. «Il sindaco si era impegnato – ha spiegato Venanzi – a risolvere il problema della grave pericolosità dell’incrocio. E come maggioranza abbiamo il dovere di dare una risposta concreta ai residenti». E ha aggiunto: «Il progetto allo studio prevede di rendere via della Roggia a senso unico verso piazzale Cella, mentre per andare verso San Rocco si dovrebbe trasformare pure via Sabbadini in un senso unico. In questo modo si limiterebbe di molto la pericolosità dell’incrocio e si esaudirebbero le richieste dei residenti. La mia interrogazione – ha concluso – vuole essere una sollecitazione, affinché il progetto non cada nel vuoto». Intanto, gli abitanti della zona aspettano che l’Amministrazione intervenga. Temono che si ripetano altri incidenti mortali come la scorsa estate. Ogni giorno sono costretti a transitare su quell’incrocio in cui continuano a ripetersi brusche frenate. Secondo loro si rischia la tragedia quotidianamente.
No commentsI residenti di San Rocco chiedono un autobus e più attenzione alla viabilità
IL FRIULI (27.07.09)
di Ilaria Gianfagna
Anche in questo caso la viabilità preoccupa i residenti.
“La questione principale riguarda la mancanza di parcheggi - dice il delegato Alessandro Venanzi - da quando esiste il palazzo della Regione”.
Problema del quale l’assessore alla pianificazione, Maria Grazia Santoro, dichiara di essere consapevole. “Intanto abbiamo prontamente risolto – fa notare l’assessore – il problema dell’incrocio pericoloso in via della Roggia”.
Altra richiesta da parte dei residenti di San Rocco, è la presenza di un autobus. “I parchi dovrebbero essere curati di più - aggiunge Venanzi -, in particolare quello in via Joppy, che al momento non viene utilizzato e ci sono solo due campi di calcetto e qualche gioco”. E ancora. “I residenti chiedono anche attenzione - conclude il delegato - nella costruzione di nuovi insediamenti abitativi”.
No commentsOtto prove per la licenza media e l’esame diventa un rompicapo
di SALVO INTRAVAIA
Caos sugli esami di terza media, che di colpo diventano severissimi. Con quale formula affronteranno gli esami gli oltre 500 mila ragazzini che frequentano la terza media? Con la formula in vigore fino allo scorso anno o con tutte le novità varate dal Consiglio dei ministri a metà marzo? Non si sa ancora, perché il Regolamento che le contiene è fermo alla Corte dei conti per il previsto parere e se non verrà pubblicato in tempo non potrà produrre effetti.
Ma anche se, come sembra, il provvedimento vedrà la luce per tempo le cose certo non si semplificano. Anzi, il timore è che per gli studenti finiscano per complicarsi: raggiungere il punteggio massimo sarà un’impresa non da poco.
Il Regolamento parla chiaro. La legge 169 dello scorso 30 ottobre - quella che, tra le tante novità, ripristina i voti in decimi alla media - stabilisce che per essere ammessi all’esame occorre riportare una votazione non inferiore a sei decimi in ogni disciplina, condotta compresa. Ma, per “ulteriori modalità applicative” dell’articolo in questione, rinvia ad un Regolamento, quello appunto bloccato dall’organismo di controllo.
Le novità in ballo sono parecchie. Oltre all’ammissione, i ragazzini dovranno superare parecchi ostacoli. Sostenere tre/quattro prove scritte (Italiano, Matematica e lingua straniera che nelle classi bilingue può dare luogo a due differenti scritti) tradizionali più due prove strutturate: quelle predisposte dall’Invalsi (l’Istituto nazionale di valutazione del sistema scolastico) sull’Italiano e la Matematica, che gli alunni sosterranno il 18 giugno prossimo. Ma che da quest’anno concorreranno alla valutazione finale. Tutte le prove, ammissione compresa, saranno valutate con voti espressi in decimi. E per i più meritevoli ci sarà a disposizione la “lode”, autentica novità della prossima tornata. Ma il vero rompicapo consiste nel calcolo del voto finale, anch’esso espresso in decimi.
I professori della commissione, per tirare fuori il voto finale, dovranno calcolare la media aritmetica di sette/otto prove e giudizi: il giudizio di ammissione (espresso in decimi), tre/quattro prove scritte tradizionali, le due prove scritte Invalsi e il colloquio. Con questa modalità di calcolo ottenere il punteggio massimo (10 e lode) è quasi impossibile. Perché occorrerebbe meritare 10 in tutte e sette/otto prove. Per questa ragione all’esame di maturità, dove il voto si ottiene sommando sette numeri (il credito degli ultimi tre anni, tre prove scritte e un esame orale), è previsto un bonus di 5 punti che alla scuola media manca. Così, il numero dei ragazzini eccellenti subirà un tracollo e si allontanerà dalla percentuale dell’anno scorso, quando il 17,2 per cento si diplomò con Ottimo.
No commentsVITA NOTTURNA A UDINE
Vorrei intervenire sulla questione Barcollo apparsa in questi giorni sul Messaggero, ma soprattutto sulla questione che ne sta a monte, ovvero l’intrattenimento per i giovani in città.
Posso capire lo sgomento da parte di alcuni “affezionati” per la chiusura del Barcollo, ma credo che il malessere da parte dei giovani sia legato a fattori come la mancanza cronica di luoghi di aggregazione e di svago in città. Credo sia un punto importantissimo su cui l’Amministrazione tutta dovrebbe riflettere. In città purtroppo mancano spazi ove i giovani, universitari e non, possano ritrovarsi. Servirebbe una città più attiva con una mentalità maggiormente disposta all’apertura..
Comprendo altresì, che per i residenti del centro cittadino questo sia un fastidio non da poco, ma occorrerebbe un po’ di buon senso da entrambe le parti (frequentatori - residenti) per fare qualche passo in avanti. In questi mesi ho depositato due mozioni all’attenzione del Presidente del Consiglio comunale, che guardano ad una Udine più “viva”. La prima riguarda una revisione del regolamento comunale in materia di “allietamento ed intrattenimento dei pubblici esercizi” che mira a concedere una maggiore flessibilità per quest’ultimi in materia di limitazione dell’orario di “stop alla musica”, sempre però volendo mantenere il massimo rispetto per gli abitanti cercando di cablare e stabilire il volume massimo consentito dopo una certa ora. La seconda, consegnata assieme al collega Pirone, ha come obiettivo il voler vincolare l’Amministrazione comunale a promuovere e sostenere, anche economicamente, iniziative fatte “da giovani per i giovani”. Inoltre sottolineiamo l’importanza che vengano valorizzati i giovani talenti emergenti e che si crei una sinergia maggiore tra Università ed assessorati alla Cultura e Politiche giovanili in quanto mancano spazi e soprattutto occasioni per poter emergere.
Credo che questi siano chiari segnali di volontà per un miglioramento dell’intrattenimento e dell’aggregazione giovanile in città e che la Giunta comunale dovrebbe fare propria, tenendo anche conto che, soprattutto in questo momento di crisi economica, è necessario andare incontro alle esigenze sia dei clienti che degli esercenti.
Infine, specificatamente al caso Barcollo, il problema credo non fosse legato alla musica ma al chiasso provocato dai frequentatori che sostano sul marciapiede adiacente durante le ore notturne creando di conseguenza disagio per i residenti della via. Spero che con la nuova gestione del locale ci sia una maggiore volontà di collaborare con l’Amministrazione comunale, Questura e Vigili urbani al fine di “controllare” i propri clienti e di invitarli al rispetto.
Alessandro Venanzi
Consigliere comunale PD
TAGLI REGIONALI: COSI’SI PENALIZZANO PARTECIPANTI E CITTADINI

I tagli effettuati dalla Giunta regionale, ed in particolar modo dall’Assessore Ciriani, alla consolidata Kermesse udinese del Friuli doc, che registra ogni anno migliaia di presenze, è un danno per la città e soprattutto per i suoi cittadini. Questo non è solamente l’ennesimo attacco al Sindaco Honsell e al centro-sinistra ma dimostra da parte della destra regionale una mancanza di oggettività e di lungimiranza politica. Basti ad esempio notare che sia a Trieste, sia a Gorizia, nulla è variato da questo punto di vista: chissà perché..!?!
I tagli inevitabilmente ricadranno sulle iniziative culturali che si erano calendarizzate per i quattro giorni della Kermesse. Quest’anno poi si era pensato, assieme agli Assessori Reitani (cultura) e Franzil (politiche.giovanili) di incrementare gli spazi e i momenti per iniziative dedicate ai giovani, ma temo che saranno le prime purtroppo a venir penalizzate. Si era già cominciato sin da subito questo percorso l’anno scorso, con la creazione dell’Udine Music Art Festival, che ha registrato in sole otto ore di apertura al pubblico 1000 presenze ed aveva come obiettivo la valorizzazione di giovani talenti emergenti friulani.
Se è vero come dicono i miei colleghi di opposizione in Consiglio comunale, che loro lavorano per il bene della città, spero possano prendere da subito contatti con i loro referenti regionali al fine di valutare un ripensamento su questi tagli, giacché il Friuli doc è una vetrina per Udine e tutto l’hinterland in quanto i suoi partecipanti arrivano non solo dalla Regione FVG, ma da Austria, Slovenia, Veneto e Trentino.
MUSICA E INTRATTENIMENTO FINO A TARDI NEI LOCALI UDINESI
OGGETTO: Mozione del consigliere Venanzi Alessandro avente ad oggetto: “Modifica dell’orario di chiusura dell’allietamento ed intrattenimento musicale dei pubblici esercizi (art. 21 del regolamento per i criteri di programmazione dei Pubblici Esercizi)
Tenuto conto
- che il regolamento in oggetto fissa come orario di chiusura dell’allietamento musicale e dell’intrattenimento, per i pubblici esercizi della città, le ore 01.00 prorogabili in particolari occasioni dal Sig. Sindaco;
Considerato
- che la città di Udine ambisce a crescere turisticamente e di offrire adeguata possibilità di intrattenimento ai frequentatori della città e ai suoi abitanti, in special modo a quelli più giovani;
- che è opportuno inoltre adottare un’apertura da parte dell’Amministrazione comunale nel concedere momenti di svago ed intrattenimento per gli studenti universitari della città, in quanto il polo universitario udinese è in espansione sia come strutture sia come iscritti;
Accertato
- che i titolari degli esercizi pubblici chiedono da tempo maggiore flessibilità di orari per l’intrattenimento del pubblico.
Impegna il Sindaco e la Giunta
A modificare il regolamento comunale “criteri di programmazione dei pubblici esercizi” (art 21) al fine di concedere maggiore elasticità agli esercizi pubblici e maggiore possibilità di intrattenimento e allietamento per i frequentatori della città e la popolazione più giovane, aumentando quindi il limite dell’orario di intrattenimento e di allietamento musicale, mantenendo sempre il massimo rispetto nei confronti dei residenti.
Il Consigliere
Alessandro Venanzi
FIRMATARI:
ALESSANDRO VENANZI (PD)
GIOVANNI BARILLARI (CITTADINI)
LUCA DORDOLO (LN)
ANTONELLA NONINO (INNOVARE)
BARBARA ZELE’ (LN)
FEDERICO PIRONE (SA)
CARMELO SPIGA (PD)
MARIA MARION (PD)
CLAUDIO GALLUZZO (PD)
ALESSANDRO ORIA (PD)
GREGORIO TORRETTA (PD)
CLAUDIO FRESCHI (PD)
PIERENRICO SCALETTARIS (PD)
MARIO CANCIANI (INNOVARE)
CARLO GIACOMELLO (PD)
CLAUDIO ROMANO (PD)
FRANCO DELLA ROSSA (INNOVARE)
Giornata senz’alcol al Friuli doc: non è così che si risolve il problema..
Riteniamo che proporre una serata senza alcool al Friuli Doc sia una scelta inopportuna e demagogica, a fronte di un problema serio che nasce da un disagio, dalla mancanza per i giovani di prospettive e di riferimenti, in termini di spazi culturali e di aggregazione nel centro città e nelle periferie. L’evento poi, nasce con l’intento di promuovere i prodotti della nostra terra, ed il vino è forse quell’elemento che ci fa affermare ai più alti livelli in Italia e in Europa.
Ma forse al centro-destra mancano a questo punto le idee. Indicazioni proibizioniste, in nome di uno Stato o di un Comune che si pretendono etici (con il dovere di proteggere la società civile ed il cittadino) non sono le più efficaci. A differenza del collega Anzolini, riteniamo che il proibizionismo non sia uno strumento efficace al fine di risolvere una problematica, ma che produca invece l’effetto opposto da quello desiderato. Crediamo che sia importante una sensibilizzazione dei giovani sui danni dell’alcool, cosa che già il Comune con la precedente amministrazione, e con l’attuale, ha fatto e sta facendo, in special modo con il Forum giovani (del quale fa parte anche Anzolini) che ha proposto anche negli ultimi eventi delle brochure informative sui danni dell’alcool.
I colleghi di centro-destra, pur definendosi liberali, si comportano proprio nella maniera opposta, proponendo al Sindaco di emettere un’ ordinanza che vieti la vendita di alcool ai più giovani. (la legge già prevede il divieto di somministrazione agli under 16).
Presenteremo, pertanto, una mozione in Consiglio comunale per sensibilizzare la Giunta, in special modo gli assessori Franzil, Reitani e Martines (con i quali ci siamo già confrontati), affinchè nei prossimi appuntamenti rilevanti per la città (come ad esempio appunto durante la kermesse del Friuli Doc) vengano concessi spazi e vengano stimolate iniziative “organizzate dai giovani”. Iniziative atte a valorizzarli come l’Udine Music Art Festival 08 (quasi 1000 presenze) che si è svolto durante il Friuli doc lo scorso anno al Teatro San Giorgio e che si proponeva, tra l’ altro, di sensibilizzare la popolazione più giovane proprio sull’abuso di alcool in collaborazione con l’ACU.
Concludiamo sottolineando che i giovani hanno soprattutto delle sensibilità positive e devono trovare nel Comune un valido interlocutore con cui dialogare. Le ripercussioni di un solo giorno di divieto sono praticamente nulle, mentre quelle di un’iniziativa valida e creativa sono molto più ampie.
Il problema dell’alcolismo esiste, come in tutta Italia, ma si risolve, secondo noi, non proibendo ma educando.
I Consiglieri
Alessandro Venanzi
Federico Pirone
CASO ENGLARO, LA REGIONE RIMANE INDIFFERENTE
Avevo apprezzato, sono sincero, le dichiarazioni del Presidente Tondo quando ammoniva e si defilava dal Ministro Sacconi in merito alle sue dichiarazioni sul caso Eluana Englaro. Tempo due giorni però, e si è subito “allineato” alle posizioni di vertice del suo Partito (azienda). Come fa, mi chiedo io, la politica a non prendere posizioni serie su questi argomenti. La politica e i politici, se degni di questo nome, sono eletti e mandatari in nome e per conto dei cittadini ad esprimersi e prendere posizioni concrete e chiare su argomenti e problemi, specie per i più delicati.
Un personaggio politico che non prende posizione, non adempie ai suoi doveri!
Democrazia è anche prendere decisioni per altri, siano esse le più ovvie o le più sofferte, ma assunte nel bene della collettività e dei più deboli. Proprio di quest’ultimi si parla, persone deboli, non rappresentate, senza voce in capitolo e, in questo caso, impotenti nel potersi esprimere.
Non servivano chissà che mediazioni politiche per il caso in oggetto, la Cassazione si è espressa chiaramente in favore delle richieste della famiglia Englaro. Non esistono quindi opinioni o parei, la decisione è presa ed è indiscutibile.
Il mio totale rispetto e solidarietà va alla famiglia Englaro ed in special modo al papà di Eluana, persona splendida, prima di tutto padre, con enorme energia e carisma.
Presidente Tondo, è facile lavarsi le mani dicendo che è una questione privata; questo è dovuto forse da un pressing da parte di Roma e dei capi del Suo Partito. Non credo che questo atteggiamento sia onesto e corretto.
La gente vuole persone che decidano, non che si smarchino alla Ronaldo..
NO ALLE CLASSI PER SOLI BIMBI STRANIERI
Rimango decisamente perplesso davanti alla mozione proposta del centro-destra (ma direi ormai della destra) alla Camera in merito alla creazione di cosiddette “classi ponte” per i bambini stranieri iscritti nelle nostre scuole. La motivazione data dai proponenti parlamentari friulani di Forza Italia, Isidoro Gottardo e Manuela Di Centa, è che la proposta mira ad integrare i ragazzi stranieri. Integrare?! Cioè si crede che creando un sub-classe-ghetto questi bambini possano integrarsi meglio rispetto a frequentare la stessa classe di quelli italiani: stiamo veramente rasentando la follia! Questi parlamentari dovrebbero calmare le acque, visti gli ultimi episodi, in merito a razzismo e xenofobia. Invece fomentano e nutrono questo sentimento di astio che in Italia sta aumentando notevolmente purtroppo, lo dimostrano gli episodi di continui pestaggi contro persone di colore, cori fascisti ( esempio alla partita di Sofia) ed inoltre incentivati da discorsi come quelli di Alemanno e La Russa che esaltavano il fascismo. Come giovane sono molto preoccupato, stiamo dando un segnale legittimatorio a questi episodi dando allo stesso tempo un segnale negativo alle giovani generazioni. Questo inoltre è un segnale anche per la Guinta Tondo a riformare la Legge Antonaz della scorsa amministrazione che creerebbe notevoli disagi e scompensi, ma tanto a loro cosa interessa..
Questo Governo si sta confermando non solo un danno per il nostro Paese, sia amministrativamente che politicamente parlando, ma anche un danno per la nostra immagine all’Estero dando un segnale di regresso invece che di progresso: nulla di nuovo insomma!
COSI’ SI METTE L’UNIVERSITA’ IN GINOCCHIO
Il D.L. 112/2008 (manovra finanziaria anticipata del Governo), mina seriamente il diritto allo studio. Alessandro Venanzi, Coordinatore provinciale dei giovani del PD e Consigliere comunale di Udine e Andrea Simone Lerussi, Vicecoordinatore e rappresentante degli studenti in Senato Accademico, entrambi universitari, intervengono nel dibattito esprimendo seria preoccupazione sui provvedimenti adottati dal Governo in tema di università e ricerca.
La prima denuncia riguarda la possibilità per gli atenei di trasformarsi in fondazioni private, manifestando l’intenzione di “rendere l’istruzione un privilegio riservato ai pochi che potranno permetterselo, visto che il principale introito finanziario sarà dato dalle tasse versate dagli studenti”. Nel momento in cui lo Stato decide di disimpegnarsi dal finanziare l’università, non si può pensare che gli atenei riescano a coprire le spese fisse di gestione con il mero intervento di soggetti privati (ad esempio aziende o fondazioni bancarie). “In Italia purtroppo non c’è la mentalità e la cultura dei privati a finanziare servizi (che dovrebbero essere pubblici) come accade invece negli Usa e in altri Paesi europei più virtuosi”.
Pochi giorni prima della presentazione della finanziaria, il Ministro Gelmini promise in Parlamento che avrebbe aumentato le risorse a disposizione per l’università e le avrebbe distribuite in base al merito; invece, non solo queste risorse non verranno aumentate, ma saranno al contrario drasticamente ridotte (per l’ateneo udinese l’impatto è di 15 milioni di euro) e continuano ad essere distribuite in base a criteri storici e non meritocratici (“una smentita su tutti i fronti..”).
A questo inoltre si aggiunge il blocco delle assunzioni, di docenti e personale, al 20 % delle cessazioni dell’anno precedente. Numeri alla mano, su 57 cessazioni lavorative (pensionamenti e trasferimenti etc) l’università sarà vincolata a coprire questi costi assumendo solo 13 persone.
”Come si può garantire la didattica e la ricerca con una decimazione dei professori e del personale?”
Inoltre pensare che la fusione tra gli atenei di Udine e Trieste possa ridurre i costi di gestione risolvendo il problema, vuol dire non conoscere la realtà normativa e l’efficienza dell’ateneo udinese. “Anche la proposta di unificare i due Erdisu, di Udine e Trieste, non risulta, dal punto di vista studentesco, un’agevolazione per gli utenti, perché l’erogazione dei servizi è migliore se il rapporto con i fruitori degli stessi è diretto e territoriale!”
Venanzi e Lerussi, infine, chiedono ai parlamentari friulani di opporsi e di intervenire fermamente su questa parte del decreto, invitando a trattare la riforma universitaria in maniera sistematica, con una visione chiara per il futuro e non attraverso un decreto legge frettoloso non concordato con le parti in causa.
Non si può credere veramente di cambiare il sistema universitario mettendo “un cappio al collo” a tutti gli atenei senza distinguere quelli più efficienti. Rimane la speranza che la Regione intervenga seriamente, a livello economico, per ridurre la drastica situazione di sottofinanziamento del nostro ateneo.
L’Università di Udine, voluta dai friulani non certo per vanità, ma per una reale utilità ed esigenza, rischia la crisi a causa della mancanza di interesse da parte del Governo su queste tematiche diverse da “intercettazioni, immunità e giustizia”.



