«Semafori intelligenti in viale Venezia»
MESSAGGERO VENETO 4.02.12
di Renato Schinko
Per limitare la velocità delle auto in viale Venezia, servono semafori “intelligenti”». E’ questa la proposta fatta dal consigliere comunale del Pd, Alessandro Venanzi, che da tempo viene sollecitato dai residenti della zona affinché l’amministrazione comunale individui una valida soluzione per porre un freno al continuo superamento del limite di 50 chilometri orari lungo l’importante arteria cittadina.
Il problema dell’eccessiva velocità in viale Venezia, infatti, non è mai stato risolto. Gli automobilisti sfrecciano spesso ben oltre gli 80 all’ora. E situazioni di pericolo si verificano praticamente ogni giorno. Da qui la richiesta di Venanzi, che presenterà una mozione da discutere in consiglio comunale.
«Credo che per combattere la piaga e il problema dell’eccessiva velocità – afferma il consigliere comunale - si debba ricorrere a semafori nei quali scatti il rosso quando un’auto supera il limite di 50 orari. E’ l’unico modo per evitare che gli automobilisti schiaccino troppo il piede sull’acceleratore». E poi Venanzi aggiunge: «Un dispositivo semaforico analogo esiste già a Pasian di Prato, di fronte all’Istituto Enaip. Quindi, se i tecnici del Comune non riscontreranno difficoltà, si potrebbero installare gli stessi tipi di semafori anche lungo il nostro viale Venezia».
«Adottando questa misura – prosegue il consigliere comunale - si può educare e non punire con multe gli automobilisti. Ma se dovessero esserci difficoltà di natura tecnica, non resta altro che chiedere una maggiore presenza della polizia locale che, attraverso i tele laser, potrebbero individuare facilmente gli automobilisti indisciplinati».
Venanzi spiega ancora per far capire l’entità dell’argomento sollevato: «Nelle riunioni di quartiere tenutesi lo scorso anno, il problema è emerso in più occasioni. La gente ha paura ad attraversare la strada, perché, anche negli ultimi tempi, alcuni pedoni sono stati investiti. Dunque, per tale motivo – conclude Venanzi – è necessario intervenire al più presto. Lo chiedono da tempo i residenti, ma anche molti di altre parti della città. Non si può non risolvere un problema che pregiudica non solo la sicurezza dei pedoni, ma anche quella degli stessi automobilisti, visto che velocità troppo elevate aumentano purtroppo esponenzialmente la possibilità di gravi incidenti stradali tra i veicoli».
Pd e Sel con le Belle arti: il centro non va snaturato
La riqualificazione del palazzo dell’Upim preoccupa anche alcuni consiglieri di maggioranza che con una interrogazione depositata, ieri, a palazzo D’Aronco chiedono chiarimenti al sindaco, Furio Honsell. La prima firmataria è la consigliera del Pd Luciana Perissinotto seguita dai colleghi Claudio Galluzzo e Alessandro Venanzi e da Federico Pirone di Sinistra ecologia e libertà. Tutti sono convinto che l’intervento deve rispettare l’architettura del centro storico.
Condividendo i concetti espressi dal soprintendente ai beni architettonici e paesaggistici, Luca Rinaldi, lo stesso che ha bocciato l’idea di progetto firmata dall’architetto spagnolo Rafael Moneo perché «troppo impattante», Perissinotto, Galluzzo, Venanzi e Pirone voglio sapere «quali rapporti sono stati intrattenuti finora con la proprietà del palazzo in relazione alle problematiche derivanti dal recupero dell’edificio». Honsell, però, non si sbilancia e si riserva di fornire una risposta puntuale in consiglio comunale. «Anche perché - sottolinea il sindaco - al momento non c’è ancora un progetto». I firmatari dell’interrogazione, però, voglio sapere se «l’amministrazione ha definito, anche informalmente, il profilo dell’ipotizzata ristrutturazione e quali iniziative politico-amministrative intenda assumere il Comune per realizzare compiutamente il doveroso e legittimo obiettivo di tutelare l’integrità del tessuto civico-urbano-culturale del centro storico di Udine, la netta compatibilità dell’ipotizzato intervento per la tutela dell’interesse pubblico e del patrimonio complessivo della città, nonché gli interessi delle maestranze attualmente operanti in loco».
Ma non solo perché Perissinotto, Galluzzo, Venanzi e Pirone chiedono lumi pure sulle ipotesi di viabilità soprattutto rispetto all’orientamento di chiusura al traffico del centro storico. «Questo perché - chiariscono i firmatari dell’interrogazione - nell’ipotesi di progetto sembra essere previsto un ampio parcheggio sotterraneo con una capienza di oltre 100 posti auto».
I tre consiglieri del Pd e il capogruppo di Sel, insomma, vogliono risposte precise su quello che il gruppo Rizzani de Eccher intende realizzare in quel luogo. Al momento, però, il sindaco non è in grado di entrare nei dettagli del progetto anche perché dopo lo stop del soprintendente ai beni architettonici e paesaggistici l’ipotesi sulla quale l’archistar Moneo stava lavorando è stata accantonata. Il progetto quindi sarà modificato.
Venanzi: sì all’area per i cani al Moretti
«Sì a un’area dedicata ai cani al parco Moretti». Lo dice il consigliere comunale Alessandro Venanzi (Pd), che già tempo fa aveva pensato a uno spazio per i quattro zampe. Se poi a supportare l’iniziativa c’è una raccolta firme dei cittadini, organizzata proprio in questi giorni dopo i due casi recenti di avvelenamenti, ancora meglio. «Ci sono i presupposti – spiega Venanzi – per poter accelerare l’iter, visto che l’area dedicata è richiesta sia dai cittadini sia dalla stessa amministrazione». L’idea era stata lanciata lo scorso anno dal consigliere comunale oltre che dal sindaco Furio Honsell e dall’assessore alla Qualità della città Lorenzo Croattini in altre occasioni. «Così mamme e bambini potranno frequentare il parco in serenità – aggiunge Venanzi – e i cani saranno liberi di correre in una zona a loro riservata. Non si deve trattare di uno spazio che ghettizza i cani e i loro padroni, ma semplicemente di uno spazio pensato per gli amici a quattro zampe. La raccolta di firme da parte dei cittadini potrebbe essere un ulteriore stimolo per realizzare ora il progetto. Se lo spazio dedicato ai cani dovesse funzionare, come credo, si potrebbe estendere ad altre aree della città». Recentemente, va ricordato, l’assessore Croattini aveva annunciato l’arrivo di una zona recintata, vista la presenza di tanti cani in città: sono 9 mila quelli registrati all’anagrafe canina. Venanzi, intanto, interviene anche sul caso delle polpette avvelenate di cui tanto si parla. «Finora non ci sono state denunce – dice – e dunque per adesso rimangono dubbi e poche informazioni sugli avvelenamenti, mentre le forze dell’ordine continuano i controlli nel parco. Rinnovo comunque l’invito già fatto da Croattini: chi sa parli. Nel frattempo, però, è inutile seminare il panico e danneggiare l’immagine di un parco su cui il Comune ha investito tanto e vuole investire ancora, così come ha fatto anche l’Udinese calcio».
Messaggero Veneto
21 novembre 2011 — pagina 08 sezione: Nazionale
di Ilaria Gianfagna
PROPOSTA ABOLIZIONE VITALIZI PER I CONSIGLIERI REGIONALI FVG
(segnalazione dell’amico Niccolò Picotti)
Oggi 21 luglio 2011 è stato notificato alla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia un atto di citazione, dell’avv. Gianni Ortis e altri cittadini udinesi, avente ad oggetto l’ammissibilità dei quattro quesiti referendari contro i privilegi della politica in Regione.
Più precisamente la citazione concerne l’ammissibilità di quei quattro referendum abrogativi sugli assegni vitalizi e indennità di fine mandato dei consiglieri regionali e degli assessori regionali
Nonostante lo straordinario successo popolare che aveva avuto, ad inizio 2010, la campagna firme per indire il referendum, la proposta democratica era stata bloccata, a fine estate, dalla valutazione di inammisibilità del Consiglio Regionale.
Nel nuovo documento, scaricabile all’indirizzo http://www.mediafire.com/?ac6hvto1wy0i0hb , si chiede non solo che il Consiglio Regionale dichiari l’ammissibilità del referendum, ma anche che si attivi immediatamente per permettere l’inizio di tutte le procedure necessarie per lo svolgimento del referendum stesso.
La nuova mossa dei promotori del referendum è quindi arrivata ed è pronta, con il suo contenuto, a riscatenare l’entusiasmo dei cittadini, ma forse anche i malumori di molti degli interessati.
Non dovete cambiare il parco Moretti
Il consigliere Venanzi: un sondaggio fra i frequentatori chiede che non siano fatte modifiche
C’è chi (come abbiamo scritto giorni fa) vuole un parco Moretti diverso, ma c’è anche a chi piace così com’è. Almeno secondo un recente sondaggio con la raccolta di proposte e suggerimenti fra i frequentatori del parco, grazie a un’apposita cassetta delle lettere. Mamme, bambini, sportivi e amanti dell’aria aperta avevano chiesto in tale occasione un parco “in stile newyorkese”, dove c’è tanta erba, abbastanza spazio per correre e anche per rilassarsi, magari su una panchina, all’ombra di un albero. «Dalle segnalazioni raccolte lo scorso anno – dice il promotore dell’iniziativa Alessandro Venanzi – era emersa la richiesta di avere un parco libero».
Questo non significa che le proposte invece scaturite dal recente sopralluogo effettuato da don Plinio Galasso non siano valide, anzi. Il parroco, in un’intervista, ha sottolineato come il parco sia poco frequentato e povero di attrezzature. «Mi sto già impegnando per avere un colloquio con don Plinio – dice Venanzi – e sono disponibile a parlarne con i cittadini per capire quali sono le richieste, come già è stato fatto in passato, quando era emersa la necessità di uno spazio libero da strutture, attrezzature e quant’altro».
Ogni volta che è stata fatta una modifica al parco, qualcuno ha avuto da ridire. Il chiosco che serviva bevande e gelati è stato chiuso circa un anno fa, perché creava confusione e sporcizia nell’area verde. Le iniziative estive sotto il nome di Moretti sunday e il mercatino dell’usato Portobello sono piaciute e hanno riscosso successo, ma qualcuno ha criticato ugualmente. «Il mercatino, infatti, a partire da quest’estate – spiega Venanzi – sarà spostato in piazza XX settembre, proprio per venire incontro alle sollecitazioni dei cittadini». Nel frattempo sembrano essere apprezzate le attività all’aperto delle associazioni sportive. «Il parco non è tanto grande – aggiunge Venanzi –, dunque è perfetto per l’attività fisica e per un po’ di corsa, visto che è l’unico polmone verde che si presta allo sport in centro città. Prima di aggiungere altro, bisogna anche calcolare la spesa e ponderare gli investimenti in questo periodo. Un campo da calcio costa, magari si potrebbe prima pensare a qualche gioco e qualche panchina in più».
Venanzi lancia poi un’idea dai costi più contenuti. «Sarebbe bello installare il wi fi nell’area del parco in modo che studenti o professionisti possano anche studiare e lavorare all’aria aperta».
Messaggero Veneto - 9 giugno 2011
di Ilaria Gianfagna
Ritornano i “mercoledì” di via Paolo Sarpi
Ritornano “I mercoledì dei Sarpi”. Dopo il successo dello scorso anno che ha visto i commercianti di via Paolo Sarpi e il Comune impegnati durante l’estate ad offrire un programma di musica, arte e intrattenimento ogni mercoledì, l’appuntamento è pronto a ripartire. Già una dozzina di bar hanno aderito all’iniziativa e inoltrato la domanda al Comune. Ora gli organizzatori sono in attesa di una risposta e nel frattempo hanno già le idee chiare. «La formula sarà sempre la stessa - dice il contitolare del Madrid Andrea Realini - visto che lo scorso anno ha funzionato, attirando ogni volta circa 1.200 persone. Ogni locale lavorerà in collaborazione con gli altri, ma potrà differenziare l’offerta in autonomia». La proposta, prevede un’anteprima il 4 maggio, in occasione del Far East Film Festival per offrire una serata di divertimento agli amanti del cinema asiatico e una seconda anticipazione il 1° giugno, visto che il 2 giugno è giornata festiva. L’appuntamento vero e proprio potrebbe partire, invece, il 20 luglio per chiudersi il 7 settembre, poco prima di Friuli Doc. Gli orari sono pensati per disturbare il meno possibile i residenti e quindi dalle 6.30 con musica fino alle 23 e chiusura della manifestazione all’1. I palchi, dove suonare musica dal vivo potrebbero essere sempre tre: uno centrale in via Paolo Sarpi, uno in fondo a via Mercatovecchio e uno di fronte all’ex pescheria. «Quest’anno cercheremo di offrire musica di qualità e per un pubblico differenziato - continua Realini - nell’ottica di rivitalizzare le serate estive e nel rispetto dei residenti del centro».
L’iniziativa è sostenuta dal consigliere Alessandro Venanzi, che come lo scorso anno, farà da tramite tra i locali e il Comune. «L’esperienza passata è stata positiva e c’è stato l’impegno e il rispetto degli esercenti - spiega - che hanno assolto gli obblighi di sicurezza, pulizia e stop alla musica alle 23, in linea con il regolamento dei pubblici esercizi». Un modo per rendere più viva la città d’estate, che piace molto a Venanzi. «Mi aspetto proposte simili da altre parti della città - conclude - e invito anche i commercianti ad aderire». Nell’attesa del via libera dall’Amministrazione, a breve è prevista anche una riunione tecnica assieme agli uffici comunali.
Messaggero Veneto
13 aprile 2011 — pagina 18 sezione: Nazionale
di ILARIA GIANFAGNA
San Rocco: 500 firme per avere il bus
di ILARIA GIANFAGNA
Oggi i residenti di San Rocco incontrano il sindaco Furio Honsell. Obiettivo: chiedere una fermata dell’autobus nel quartiere, a loro avviso tagliato fuori dai collegamenti cittadini. Sotto la guida del consigliere Alessandro Venanzi, residenti e rappresentanti delle realtà locali consegneranno al sindaco le 500 firme raccolte in un paio di mesi con la richiesta di una fermata dell’autobus. L’iniziativa è nata una decina di anni fa, il problema è stato già segnalato diverse volte all’amministrazione comunale e ora si concretizzata con la raccolta firme. I residenti, soprattutto quelli più anziani, hanno difficoltà a raggiungere il centro, la stazione e l’ospedale. Da qui l’esigenza di un autobus che passi nel cuore di San Rocco. Le proposte non mancano e secondo i residenti si potrebbe far deviare una delle linee che passa per viale Venezia in via della Valle o via Joppi. «Le decisioni spettano a Regione e Provincia e naturalmente alla Saf - fa notare Venanzi - ma con questa sottoscrizione il Comune avrà più forza per avanzare la richiesta». Secondo il consigliere delegato, si tratta dell’unico quartiere non coperto dal servizio di trasporto pubblico. «A San Rocco vivono circa 5 mila persone - ricorda Venanzi - e il servizio potrebbe essere utile non solo per gli anziani, ma anche per i giovani che vengono da altri quartieri per allenarsi nei campi di calcio del Rangers». Dopo la consegna delle firme, momento in cui i cittadini incontreranno anche l’assessore alla mobilità Enrico Pizza, si attende quindi il verdetto, che potrebbe migliorare la viabilità del quartiere.
2 commentsOk all’anagrafe degli eletti con tanti distinguo
01 febbraio 2011 — pagina 02 sezione: Udine
di GIACOMINA PELLIZZARI
Gli altri temi L’anagrafe degli eletti passa, ma non tutti i consiglieri hanno gradito l’obbligo di dichiarare gli omaggi ricevuti a Natale. Respinta, invece, la proposta di Gianni Ortis di rendere pubbliche le sedute di giunta. Il via libera è arrivato dopo una lunga discussione durante la quale diversi consiglieri di maggioranza hanno preso le distanze dalla proposta di Alessandro Venanzi (Pd) sostenuta anche da Federico Pirone (Sel) ed Enrico D’Este (Innovare).
Il motivo è presto detto. Al vice presidente del consiglio comunale, Franco Della Rossa (Innovare), stride l’obbligo di dichiarare «i finanziamenti ricevuti o i doni, benefici o altri assimilabile». Ma a chiarire il suo pensiero è stato il vicesindaco, Vincenzo Martines, che non ha esitato a bacchettare gli autori della delibera: «State attenti a come scrivete le cose, dovete dirmi quali sono i benefici perché io non ne ho. Questo mi offende forse intendevate benefit ovvero telefonini, ma questa è un’altra cosa». Diverso il parere dell’assessore all’Innovazione, Paolo Coppola, favorevole alla pubblicazione dei dati. Dello stesso avviso il sindaco, Furio Honsell, anche se non ha mancato di rilevare alcuni errori. Vale a dire la dichiarazione dei compensi da parte del sindaco e degli assessori nominati nelle società partecipate. «Quelle nomine – ha chiarito Honsell – non prevedono compensi». La maggioranza comunque ha respinto il rinvio avanzato dal capogruppo del Pdl, Loris Michelini, e si è ricompattata sul voto favorevole. Si sono astenuti solo Carmelo Spiga (Pd), Della Rossa e il Pdl. Contraria la Lega: «Siamo a favore della trasparenza – ha spiegato Baraba Zelè –, ma questi obblighi sono già previsti dalla legge Brunetta».
La seduta di ieri sera è stata caratterizzata anche dalla “protesta” di Stefano Arpino (gruppo misto) contro i tagli all’illuminazione pubblica. Ecco perché mentre Martines illustrava il bilancio 2011, Arpino ha acceso una candela subito spenta da Carlo Giacomello (Pd). Matteo Mansi (Rc), invece, dopo aver condannato con una mozione di sentimenti il comportamento del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha annunciato un presidio davanti al tribunale per chiedere le sue dimissioni.
Costi della politica on-line, ok con astenuti
25 gennaio 2011 — pagina 05 sezione: Udine
di RENATO SCHINKO
Costi e atti dell’amministrazione on-line: la commissione Statuto ha approvato la proposta di delibera che verrà discussa lunedì in Consiglio comunale. Sono emersi molti dubbi e perplessità, ieri, durante la seduta a palazzo D’Aronco, sulla proposta a firma del consigliere comunale del Pd, Alessandro Venanzi, al punto che al momento della votazione Della Rossa (Innovare con Honsell), Anzolini (Udc), Zaccuri (Pdl), Dordolo (Lega), Primus (Pdl) e Bertossi (Api) hanno deciso di astenersi. Nessuno invece ha espresso parere contrario.
La proposta prevede di rendere pubblica e on-line l’anagrafe degli eletti. Venanzi, infatti, nell’ottica di una maggiore trasparenza di palazzo D’Aronco, ha proposto di mettere in rete i rimborsi, i gettoni di presenza, le autodichiarazioni dei redditi, gli atti presentati, il quadro e la durata delle presenze ai lavori dell’istituzione, di sindaco, assessori e consiglieri. Ma molti, pur favorevoli all’iniziativa, hanno espresso dubbi sulla fattibilità economica del progetto.
«Nessuna contrarietà a questa proposta di delibera – ha detto Zaccuri –, ma mi chiedo quanto costi all’amministrazione questa operazione. Credo che per far funzionare un servizio come questo bisognerà creare un ufficio apposito con ulteriori costi per il Comune». E se per Bertossi «questa proposta sembra soltanto “fumo negli occhi” dei cittadini, perché chi realmente guadagna dalla politica non siede certo in Consiglio comunale», secondo Cinzia Del Torre (Pd), «questa proposta di delibera garantisce la trasparenza anche per il futuro, perché la norma di assoluta trasparenza sarebbe inserita nello Statuto».
Non così per Della Rossa che ha sostenuto «che i redditi dei consiglieri comunali sono già adesso assolutamente trasparenti e l’idea all’esame mi sembra inutile». Dal canto suo Pirone (Sinistra e libertà) reputa l’iniziativa come «un’occasione per dare lustro al Comune di Udine, perché consente una migliore comunicazione con i cittadini che da casa potrebbero accedere a molte informazioni con un semplice click». A tal proposito l’assessore Coppola ha concluso «che questo è uno sforzo verso una maggiore trasparenza e siamo aperti a discutere in Consiglio comunale quali siano i dati prioritari da inserire in questa operazione e pure il suo giusto costo».
Poste dimezzate, San Rocco protesta
13 gennaio 2011 — pagina 02 sezione: Udine
di RENATO SCHINKO
Parte una raccolta di firme nella zona di via San Rocco per potenziare l’ufficio postale di via Volturno. I residenti del quartiere, infatti, vivono una situazione di disagio, perché nel centro postale della zona non esiste più il servizio di deposito raccomandate e non è più operativo nemmeno il servizio bancomat. Il ridimensionamento dell’ufficio è stato voluto dalla direzione centrale di Poste italiane per un’ottimizzazione delle risorse. Ma ora gli abitanti del quartiere, in prevalenza anziani, sono costretti a recarsi o nell’ufficio di via del Freddo oppure alla Posta centrale, in via Vittorio Veneto.
Per questo i residenti stanno organizzando una raccolta di firme per chiedere il ripristino del servizio, che avverrà negli esercizi commerciali vicino all’ufficio postale di via Volturno, ma anche casa per casa grazie all’opera di alcuni volontari.
Il problema era stato segnalato anche al delegato di quartiere e consigliere comunale del Pd, Alessandro Venanzi, che ha subito preso contatti con la responsabile d’area di Poste italiane, senza però ottenere alcun risultato: «Mi è stato spiegato – dice Venanzi – che il ridimensionamento del servizio è stato deciso a livello centrale e che non è possibile intervenire. Per questo, assieme ai commercianti e ai residenti del quartiere, abbiamo deciso di organizzare una raccolta di firme». E aggiunge: «Poste italiane, infatti, deve svolgere anche un servizio pubblico ed è necessario che ripristini almeno il servizio di deposito raccomandate».
Infatti, spiega Venanzi, «questo quartiere è abitato soprattutto da persone anziane che non possono prendere ogni volta l’auto per recarsi in centro. Molti di loro vivono soli, hanno superato gli 80 anni, e non hanno la possibilità di guidare l’auto. Inoltre – ha aggiunto –, anche prendere l’autobus per alcuni è faticoso e ogni volta che arriva nella loro abitazione l’avviso di una raccomandata da ritirare in posta si ripresenta il problema. Per loro – conclude Venanzi – l’assenza del servizio rappresenta un grave disagio e per questo chiedono che venga trovata un soluzione».
I residenti, infatti, sperano che la raccolta di firme serva a sensibilizzare la direzione centrale di Poste italiane e a far comprendere che quel tipo di servizio è importante per tutta la comunità della zona di via San Rocco.